giovedì 13 novembre 2014

Arrendersi all'ignavia dei motociclanti italiani

Il Coordinamento Italiano Motociclisti è sorto due anni fa dalle 'ceneri' del vecchio CM, che per vent'anni aveva provato a portare avanti la rappresentanza e la tutela dei diritti degli utenti delle due ruote a motore.
In quei vent'anni, il CM non era mai riuscito a strutturarsi davvero. Troppo pochi gli iscritti (e quindi le risorse), troppo pochi gi attivisti (e quindi scarsa la capacità di incidere sulle scelte di chi scrive le leggi, emana le ordinanze, decide limiti, divieti, tariffe, etc.).

In più d'uno, tra coloro che in qualche modo si sono avvicinati al CM, abbiamo sempre messo il dito su alcune debolezze della struttura di vertice, che poi sembravano diventare esse stesse causa della scarsezza dei risultati: una certa disorganizzazione, funzionamento dell'Associazione lasciato più alla volontà ed alla fantasia dei singoli che non a norme e meccanismi certi, il non puntare decisamente su una diffusione territoriale sull'esempio francese, un uso del web non all'altezza dei tempi.


Oltre due anni fa decidemmo di rifondare tutto: un'Associazione nuova, con uno Statuto e delle regole certe, un nuovo sito internet, una piattaforma (forum interno) in grado di far lavorare 'in gruppo' i volontari anche a distanza, condividendo le proprie esperienze e professionalità e... tanta voglia di rinnovarci davvero.


Sulla base di queste novità e di una chiarezza a prova di dubbi, siamo partiti con una campagna incentrata sul "VOGLIAMO TE", con la quale abbiamo lanciato l'appello ad avvocati, pubblici amministratori, assicuratori, giornalisti e addetti agli uffici stampa, esperti informatici e web, affinchè si unissero al CIM, offrendo la possibilità di contribuire all'attività di tutela e rappresentanza degli utenti delle due ruote lavorando insieme, tramite la rete, nel tempo libero che ognuno di noi ha, e mettendo a disposizione del Coordinamento le proprie capacità e professionalità.

Abbiamo lanciato questa campagna sui forum di motociclisti, nei gruppi di Facebook, sulle riviste di settore, con volantini distribuiti in qualche Salone, Raduno o affissi in più di un Passo appenninico....
Chi dice di non averla vista, portata avanti per ben più di qualche mese, o è molto disattento a tutto ciò che non è il solito tette-sgommate-birra&salsiccia, oppure non legge e non si informa...

Beh: i risultati di questa campagna che puntava ad avere un CIM in grado di realizzare proposte di legge, di interagire con il Parlamento e con Enti ed Istituzioni, di fare consulenza e lobby in tema di assicurazioni, pedaggi, limiti e divieti, sono stati pressochè nulli.

Evidentemente gli utenti delle due ruote che nella vita sono avvocati, pubblici amministratori, giornalisti & c., di offrire qualche ora mensile delle proprie capacità e conoscenze a favore di tutti i motociclisti, di voglia proprio non ne hanno avuta.

Eppure abbiamo dimostrato che, con un po' di buona volontà, è possibile farsi sentire.

I 'quattro gatti' del CIM si sono visti sui principali organi di stampa (e non solo di settore) sui ventilati pedaggi sui passi alpini e sullo Stelvio, sui pedaggi autostradali, sulle campagne di caccia al motociclista e sui limiti assurdi sui passi appenninici, sui divieti a Roma, sui parcheggi a Ravenna (dove abbiamo ottenuto risultati tangibili).
Tutto questo, però, lo abbiamo fatto contando in tutto su poche centinaia di sostenitori a livello nazionale, e poche decine di soci 'attivi', impegnati cioè a scrivere, organizzare, distribuire il materiale, partecipare ai saloni ed ai momenti di rappresentanza.
E questo, ovviamente ha avuto ripercussioni anche rispetto a quello che già si era messo in cantiere: come la stampa e la distribuzione delle tessere, dei materiali, dei gadget... che alla fine è pesata esclusivamente sulle spalle di pochi appassionati, alcuni dei quali giustamente 'scoppiati'.

In sintesi, il mio giudizio sul risultato di questi due anni del CIM:

- troppo pochi, Soci, Sostenitori, diffusione sul territorio, per contare davvero;
- troppo poco, per continuare così;
- troppo disarmante, per chi ha impiegato tempo e denaro a favore della 'categoria';
- troppo triste, quando si confronta la voglia di darsi da fare italiana, con l'esempio delle Associazioni di rappresentanza come quella francese...

Personalmente, come responsabile del Gruppo d'Intervento Locale di Ravenna e come collaboratore dell'Ufficio Comunicazione nazionale del CIM, io getto la spugna.


Se qualcun altro vuole portare avanti il Coordinamento a Ravenna, o si decide a dare una mano al Coordinamento, contatti pure la presidenza nazionale. Il CIM sta cercando ancora di andare avanti, con questa operazione di CROWDFUNDINGhttp://www.derev.com/supportacim

...io credo che non ce la faranno, ma ovviamente spero di sbagliare...

Io credo che non ce la faranno perchè gli italiani, purtroppo, sono così: 'Franza o Spagna, purchè se magna', 'A dà passà a nuttata...', se questi sono modi di dire conosciuti e diffusi, purtroppo, un motivo c'è.
In altri popoli c'è un rapporto diverso con le Istituzioni e le regole: se le regole non piacciono, ci si dà da fare, organizzandosi, per cambiarle.
In Italia va molto più di moda lamentarsi, chiedere che qualcun altro faccia qualcosa, e poi cercare, contando sulla propria 'furbizia', di infischiarsene.
Bene: a me questo modo di essere italioti non piace, ma contro i mulini a vento, neppure Don Chisciotte ha potuto più di tanto.
Quindi mi inchino all'italiotismo, che continua a dar quattrini alla FMI di quel Sesti per cui è impossibile scrivere una norma per permettere alle due ruote di 'rimontare le file', a quel Sesti che fa accordi con la Forestale di Arezzo e regala pure a quel Comando delle moto pagate con le tessere degli iscritti alla Federazione. Bravi: tenetevelo stretto, lui sì che rappresenta gli utenti delle due ruote :-(
E, mi raccomando, continuate pure a spendere i vostri soldi nei raduni birre-tette&salsicce, così facendo crescerà un sacco la vostra cultura e otterrete grandissimi risultati in tema di pedaggi autostradali, limiti di velocità, sicurezza dei guard rail, divieti di circolazione.

Un lampeggio, l'ultimo, per quanto mi riguarda. come Gruppo d'Impegno Locale del Coordinamento Italiano Motociclisti di Ravenna.

Giancarlo Gattelli (gattostanco)

martedì 4 novembre 2014

MTB 7: lo splendido percorso di Cancellino

Per chi non abita troppo distante dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, presento qui sul blog un bellissimo itinerario su una pista forestale di 20 km (da ripercorrere al ritorno) con circa 5/600 metri di dislivello.
20 chilometri (+ 20 per il ritorno) davvero belli. Percorso facile (anche con un po' di fango) con 5/600 metri di dislivello
Erano 15 anni che Claudia ed io non andavamo in mtb in collina (abbiamo ripreso a pedalare quest'estate, ma fin'ora solo pianura) e il Percorso di Cancellino è davvero adatto a riprendere confidenza: il tracciato è ottimo, ed anche un po' di fango non mette in apprensione, ma rende più avventurosa la giornata (e poi, su questa pista forestale, le moto NON possono circolare, quindi...):
Un po' di fango sulla bici nuova di Claudia :-)

Nei pressi del Passo dei Lupatti

Animali pericolosi sono possibili a Pian della Saporita :-)
A parte un breve tratto iniziale, tutta l'andata, fino alla Foresta della Lama, è in discesa. Ma poi, ovviamente, bisogna considerare che bisogna risalire. Niente di difficile, ovviamente, ma per noi biciclanti di pianura, bisogna prendere confidenza con la salita costante... e allora, prima di cominciare il tragitto di ritorno, meglio rifocillarsi :-)
Sosta-pranzo nei pressi della sorgente solforosa (l'acqua termale farà anche bene, ma preferiamo pasteggiare con quella delle nostre borracce) 

Dopo essersi rifocillati, la salita è un po' meno dura :-)

L'autunno nel Parco delle Foreste Casentinesi

Faggio della Fonte

Fonte delle Cavalle

I colori dell'autunno
Qualche altra foto del giro sul relativo album di Flickr.
Informazioni ed il file GPX relativo a questo itinerario sono disponibili sul mtb-forum
che pubblica dati e descrizioni di migliaia di altri percorsi. Consigliato :-)

La guida ai sentieri in MTB nel Parco delle Foreste Casentinesi:


lunedì 3 novembre 2014

Un altro modo di andare su due ruote: la mountain bike

Complice la voglia di smaltire qualche chilo e di rimanere un po' più in forma, da qualche mese Claudia ed io abbiamo ripreso a pedalare, dopo almeno tre lustri che hanno visto le nostre vecchie mtb appese al muro a prendere polvere.
Con calma, senza alcuna velleità agonistica (vista l'età e le scarse attitudini sportive), la mountain bike ha il vantaggio di poter arrivare dove la moto è vietata, e dove le camminate sarebbero fin troppo lunghe o impegnative. E, per di più, pedalando lontano da traffico e dai pericoli dovuti alla convivenza con gli autoveicoli.
Da Ravenna, tra l'altro, si dipanano percorsi ciclabili molto belli. Uno di questi porta a Milano Marittima - Cervia.
Circa 60 chilometri tra andata e ritorno
Consiglio di partire da Chiusa San Marco, salendo sull'Argine Sinistro del fiume Montone (ghiaiata molto ben tenuta). Si prosegue sull'argine (quando ci si trova in presenza di ponti, ci sono divertenti discese e risalite che passano sotto) fino a Ponte Nuovo.
Da Ponte Nuovo una ciclabile porta fino alla Basilica di S. Apollinare in Classe. Ma nei pressi della basilica si trovano già le indicazioni per la pista ciclopedonale che porta fino a Cervia.
Prima in mezzo alla campagna, poi in pineta, attraversando il Bevano ed il Fosso Ghiaia su ponti in legno, si giunge alla torre di avvistamento nei pressi dell'Oasi dell'Ortazzo e dell'Ortazzino (l'altro ieri erano presenti numerosi fenicotteri): una sosta è d'obbligo, meglio se dotati di un binocolo o di una buona macchina fotografica.
Poi ancora una bella pedalata in mezzo alla campagna, lungo i capanni da pesca sulle rive del Savio, e poi di nuovo in pineta per raggiungere direttamente il centro di Milano Marittima!
Dopo l'argine sinistro del fiume Montone (imboccato a Chiusa San Marco), poi la ciclabile Ravenna-Classe, eccoci finalmente in pineta.
Ortazzo - Ortazzino
La torretta di avvistamento su Ortazzo e Ortazzino: una sosta è d'obbligo!
Ortazzo
...e dopo trenta chilometri, si sbuca in centro a Milano Marittima!
Qualche foto in più è pubblicata sull'Album di Flickrhttps://www.flickr.com/photos/111231695@N04/sets/72157649077950475/