sabato 30 aprile 2016

Multistrada... davvero ;-)

Dopo aver provato la nuova Multistrada Enduro, la settimana scorsa (qui), abbiamo quindi deciso di provare la Multistrada 'normale', cioè la nostra, IN enduro (o quasi... visto che io non sono un pilota da enduro, e poi l'enduro NON si fa con passeggero, mentre io Claudia non la posso mica lasciare a casa... ci tengo alla mia salute ed ai copertoni della Multi :-) ).
Siamo andati, quindi, a cercare qualche tratto di strada non asfaltata, ed esattamente quella del Passo del Vinco, tra l'abitato di Ridracoli e Poggio alla Lastra.
Subito dopo Ridracoli, anzichè arrivare alla biglietteria per la diga, si svolta a sinistra per Poggio alla Lastra. Ben presto la strada diventa stretta e non asfaltata.
Traffico (ovviamente) scarsissimo, panorami mozzafiato. Occorre fare un po' di attenzione, ma ne vale la pena!
Per non far prendere colpi troppo secchi alla moto (che in fondo NON è una moto da enduro, e poi siamo in due a bordo) nei tratti più dissestati rallento molto.
La Multistrada sale tranquilla e regolare fin quasi a passo d'uomo, senza bisogno di 'tenere la frizione in mano'.
E' incredibile il lavoro che ha fatto Ducati nel rendere facile e gestibile ad ogni regime una Moto con 150 cavalli!

Passo del Vinco
Al Passo del Vinco, svoltando a destra si raggiungerebbe il percorso di Cancellino, ma si tratta di una strada forestale chiusa (con sbarre) al traffico motorizzato... noi di solito ci andiamo in MTB ;) ...
Occorre girare a sinistra seguendo le indicazioni Strabatenza / Cà Di Veroli / Poggio alla Lastra.
Seguiamo poi le indicazioni per Cà di Veroli, notiamo il minuscolo borgo di Strabatenza, e raggiungiamo le prime avvisaglie di 'civiltà' a Poggio alla Lastra. 


Strabatenza
A Poggio alla Lastra lo sterrato finisce, ma ritroviamo l'asfalto 'buono' solo quando imbocchiamo la strada che sale al Passo del Carnaio... la Multistrada finalmente può sgranchirsi i pistoni e pulire un po' i battistrada dalla polvere :-)


Noi ci rifocilliamo con un piatto di ottimi tortelli (con un bicchiere di Sangiovese) in cima al Passo del Carnaio, mentre Davies porta alla vittoria la Panigale, una sosta più che meritata!
Sosta al Passo del Carnaio: il ristorante è 'alla buona' e si mangia davvero bene!
Rientriamo per Spinello/Sportilia/Ranchio... in effetti oggi di traffico ne abbiamo dovuto sopportare molto poco :-D

La parte appenninica dell'itinerario... da/a Ravenna circa 200 km complessivi
Che dire? Vista l'altezza (e la sella un po' dura, per noi mototuristi un po' viziati dal comfort moderno) della Multistrada Enduro, per affrontare in coppia le strade bianche del nostro Appennino o delle nostre Alpi, trovo che la nostra Multistrada standard sia più che sufficiente, almeno per chi, come me, non supera il metro e ottanta di altezza. 
Inoltre sono sempre più convinto che, con la Multistrada, Ducati abbia realizzato davvero un piccolo capolavoro con una moto che è veramente tante-moto-diverse-insieme: comoda, grintosa, facile, maneggevole, potente, gestibile, leggera...
Qualche foto in più su FLICKR


venerdì 22 aprile 2016

MultiEnduro in Appennino

Venerdì di ferie. Si rischia l'acquazzone, ma rispetto alle previsioni per i prossimi giorni... pare l'unica giornata decente. Si decide quindi per un giro in moto... ma dove?
Beh, intanto passiamo a salutare Romolo, che se per caso ha la MultiEnduro libera da prove, ce la potremmo far prestare :-)
Infatti. Con la promessa di riportargliela alla riapertura pomeridiana ce la presta.
La Multistrada Enduro è meravigliosa. A mio parere fa ancora più sangue della già pur bellissima Multistrada... stradale. Quel serbatoio poderoso, l'anteriore da 19, il forcellone bibraccio... ne fanno una moto molto diversa dalla stradale.
Salgo e noto quanto sia più alta. Molto. Io sono 1,80 e tocco bene con entrambi i piedi, ma le gambe devono stare ben dritte a fianco della moto... con la mia Multi, sto a gambe larghe senza proprio dover neppure pensare a come/dove metto i piedi. 
Con la Enduro, quando ti fermi per parcheggiare o far salire/scendere il passeggero, occore fare un minimo di attenzione a come ci si appoggia a terra!
La posizione di guida è davvero ottima. Busto dritto, manubrio alto, Un sacco di spazio in più per le gambe (che sono molto ben protette dal vento grazie al serbatoio), Il traffico lo domini.
Freni perfetti (come nella sorellina stradale) motore... wow, ancora più cattivo (ma anche un po' più sgarbato).
I chilometri di strade di pianura scorrono noiosi, I limiti di velocità, gli autovelox, il traffico lento... maledizione, le colline ci aspettano.
Colpa nostra: anzichè cercare le colline più vicine a MotoEuropa, abbiamo deciso di portare la MultiEnduro sulla nostra strada preferita, la Bidentina che passa per Campigna ed il Passo della Calla. Ci sono più chilometri di noiosa pianura, ma Campigna è Campigna :-)
Dopo Civitella, Galeata, Santa Sofia e Corniolo si comincia a far sul serio, con le curve.
L'Alpen Bar è ancora
chiuso per ristrutturazione
La MultiEnduro è davvero splendida.
L'anteriore è solido. Forse in percorrenza ha bisogno di qualche centimetro in più, rispetto alla stradale, ma in questo modo è anche un po' meno nervoso. Alla fine, per un turista come me, è quasi meglio.
Il Motore è... entusiasmante.
Insomma: si guida splendidamente bene,
Unico appunto: le selle, sia quella per il conducente che quella del passeggero, sono un po' dure. E dopo qualche ora si cominciano a sentire. Il problema è che se per averne una più confortevole occorre acquistarne una più alta, servono delle gambe ancora più lunghe ;-D
La Multistrada ...stradale da questo punto di vista è più confortevole. Anche l'Africa Twin l'ho trovata molto più scomoda della mia Multistrada... evidentemente gli enduristi sono Uomini Duri che amano soffrire :-) :-) :-)
Noi ci sgranchiamo a Campigna con una bella piadina ed un bicchiere di Sangiovese. L'Alpen Bar è ancora in ristrutturazione, ma davanti allo Scoiattolo, al sole, si stava divinamente bene!
Rientriamo con qualche altra curva del Valico della Forche, e siamo quasi puntuali a riconsegnare la Multistrada, dopo aver correttamente rabboccato la benzina.
In definitiva: la MultiEnduro è una Moto da sbavarci. Con un livello altissimo di gusto motociclistico. Ma non uccide la Multistrada, che rimane su alcuni punti ancora superiore, come in comfort e facilità.
Per quanto mi riguarda per ora andrò avanti con più convinzione la mia Multistrada ...stradale. 
La MultiSbav la lascio a chi ha gambe un po' più lunghe e voglia di portarla tra i guadi dell'Islanda o le sabbie del Marocco. 
Naturalmente gli invidio soprattutto il serbatoione... sì: quello glielo invidierò proprio tanto, anche se per fortuna la Multi non è troppo assetata, quini l'autonomia è soddisfacente anche con 20 litri anzichè i 30 della Enduro :-)
Ah: naturalmente un sentitissimo grazie agli amici di MotoEuropa per il prestito!
G.

venerdì 15 aprile 2016

Boicottare l'Austria ed i Paesi dell'est Europa

Dopo tanti anni di mototurismo tra le montagne dell'Austria, credo che quest'anno deciderò di non portare la mia moto (e soprattutto i miei soldi) in questo Paese. Le misure egoistiche ed antieuropee, come il reticolato sul Brennero, meritano una riflessione da parte di tutti i Cittadini europei, e anche da parte del sottoscritto, che non possiamo essere indifferenti e lasciar correre queste iniziative inaccettabili.
In Italia e in Grecia ci sono migliaia di chilometri di spiagge. Non possiamo costruire reticolati. Cosa farebbero i solerti e fascistelli cittadini austriaci, se fossero al nostro posto, affonderebbero i barconi nel Mediterraneo? Invaderebbero la Libia?
Facile costruire muri su qualche valico alpino e lasciare il problema a chi ha le spiagge.
L'egoismo austriaco e dei paesi dell'est Europa è inaccettabile e indecente
Questi Paesi vanno colpiti economicamente e politicamente.
Basta con gli aiuti della UE, che in pochi lustri hanno risollevato le economia asfittiche dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia, e che oggi pensano di poter scegliere solo i vantaggi e lasciare agli altri i problemi.
E così l'Austria, Paese che amo, ma che proprio per questo oggi mi delude ancora di più: la volontà è quella di tornare agli egoismi dei singoli staterelli? Con le frontiere? Con gli eserciti schierati? Tanti piccoli staterelli egoisti arroccati nel loro effimero benessere (che non durerà molto, se non comprenderanno che le politiche economiche, di ricerca, di sviluppo e di difesa, in questo pianeta sempre più globalizzato e competitivo, potranno garantirci un futuro solo se saranno a livello europeo)!
Se il comportamento dell'Austria e le volontà dei cittadini austriaci saranno quelle di chiudersi nel proprio egoismo, quindi, porterò la mia moto (ed i miei soldi di turista) in Italia e in Francia.
Mi dispiace per Frau Gertrude, mi mancheranno i giri e le soste annuali al Grossglockner, al Timmelsjoch, a Wenns, alla Silvretta... ma non è possibile far finta di nulla. Il BOICOTTAGGIO economico dell'Austria e dei Paesi dell'Est Europa è un obbligo morale.

martedì 5 aprile 2016

17 aprile: un referendum stupidamente autolesionista

Il 17 aprile io mi asterrò, nella speranza che il quorum non venga raggiunto. Questo referendum lo trovo davvero stupido ed autolesionista.
In Italia ci sono 75 piattaforme attive di cui 59 soltanto in Romagna, nei pressi di Ravenna, stanziate nel mare dell’alto Adriatico. Producono gas metano, un gas nobile, naturale, sicuro, pulito che non produce danni per l’ambiente ed è molto utile per usi domestici e non. 
L'industria italiana dell'Off Shore è tra le più avanzate del mondo, già però da anni in difficoltà a causa della riduzione del costo del petrolio, e conseguentemente della riduzione degli investimenti. 
Questo referendum darebbe un colpo mortale ed in breve distruggerebbe migliaia di posti di lavoro. Stiamo parlando di circa 30 mila persone: 10 mila impiegate direttamente e 20 mila nell’indotto.
La stupidità di questo referendum è tutta qui: il gas metano è già una risposta ecologica perché è energia pulita seppure non rinnovabile. Pensare che il gas non ci serva sarebbe un errore fuori dalla realtà visto quanto è diffuso il suo utilizzo.

E nei nostri mari, il problema ecologia, non è certamente rappresentato dall'estrazione del metano, bensì dalle porcherie che ci gettiamo non depurando le acque dei nostri scarichi nei fiumi, e di come 'trattiamo' le nostre coste. 

domenica 3 aprile 2016

Chaz Davies, ovvero: non c'è solo la MotoGP

Ragazzi, un'ovazione per Chaz Davies
Oltre ad andar forte (e la doppietta di oggi, davanti alle Kawa, non è roba da poco), è davvero una soddisfazione vederlo alle prese con l'impegno di imparare l'italiano (lo parla già meglio di Iannone ;-) :-) :-) ...ma se è per questo sono molte le cose che Iannone fa peggio di Davies...) e poi, un'ora dopo aver essere stato sul gradino più alto del podio della seconda manche, eccolo lì, insieme a tutto il team, a vedersi l'arrivo dei compagni 'poveri' della Superstock 1000... e con l'indimenticabile ed indimenticato Falappa!
Certi pilotini-fenomeni dovrebbero andare a lezione da sportivi veri proprio come Chaz Davies.
Ed anche molti piloti-fenomeni della MotoGP dovrebbero andare a lezione di umiltà dai piloti-veri della Superbike ;-)