sabato 11 marzo 2017

MTB: anello dal traghetto di S.Alberto al mare e ritorno

32 chilometri lontani dal traffico
Sabato 11 marzo. Da Ravenna raggiungiamo S.Alberto in auto, per evitare di pedalare su strade dritte e non particolarmente larghe, dove le auto sfrecciano veloci. Passato tutto il paese, lasciamo l'auto nel piccolo piazzale del traghetto sul Reno, e alla modica cifra di un euro a testa (bici compresa) in men che non si dica siamo sull'argine nord.
Dal traghetto di S. Alberto alla statale Romea (quindi in direzione della costa) l'argine è sterrato ed è vietato al transito dei veicoli motorizzati.
Il traghetto di S.Alberto
Pedalando in direzione della costa, a destra si ha il fiume Reno, mentre a sinistra ci sono le Valli di Comacchio, un ecosistema di acqua a perdita d'occhio, così come numerosissimi sono gli uccelli che meriterebbero una macchina fotografica con un teleobiettivo decente...

Questi sono anche i luoghi della 'trafila romagnola' di Garibaldi, quando, nel 1849, in fuga dopo il rovesciamento della Repubblica Romana a causa dell'intervento francese a fianco dei papalini, gli austriaci gli davano la caccia. I patrioti romagnoli, appunto, riuscirono a proteggerlo e, a rischio della vita, ad accompagnarlo dalla costa ravennate fino al sicuro nei confini del Granducato di Toscana. Qui, però, a poche centinaia di metri da quest'argine, morì Anita.
Raggiunta la Statale Romea, si seguono le indicazioni per il tracciato dedicato alla MTB (MTB 4), che permette di percorrere il ponte in posizione protetta all'interno del guard rail, poi di passarci sotto, in direzione Casal Borsetti.
Noi seguiamo tutto l'argine fino al poligono militare di Foce Reno (il cartello che indicava la svolta per Casal Borsetti lo avevamo visto, ma eravamo curiosi di vedere fin dove si poteva arrivare), poi, appunto, torniamo un po' indietro e ci dirigiamo verso questa piccola località turistica. E lo facciamo gustandoci anche gli stradelli all'interno della pineta e la possibilità, tutta invernale, di arrivare fino in una spiaggia decisamente deserta.
Arrivati al porto canale di Casal Borsetti, lo attraversiamo sul caratteristico ponte pedonale in legno e acciaio, e ricominciamo a pedalare verso l'interno. E' il Canale di Bonifica Destra Reno, che ci porterà, praticamente senza alcun contatto con il traffico, fino quasi a Sant'Alberto.
Attraversato il paese siamo di nuovo all'auto.
Qualche FOTO in più in questo ALBUM pubblicato su Facebook

venerdì 3 marzo 2017

Multistrada 950, un gran bel mezzo!

Venerdì pomeriggio di ferie... lasciamo la nostra Multistrada da Moto Europa per il tagliando, e ci facciamo prestare la nuova 950... abbiamo qualche ora e ci dirigiamo subito in collina... d'altronde le Ducati NON si provano mica in pianura :-)
Raggiungiamo Riolo Terme ed affrontiamo i tornanti sconnessi delle Calbane (o Monticino) in direzione Brisighella. Sospensioni e telaio si mangiano tutto. La moto è confortevole. Lo si sente subito, e la cosa che colpisce, per essere una Ducati, è l'assoluta assenza di vibrazioni!
Scattiamo qualche foto tra i calanchi dell'appennino, scendiamo a Brisighella e arriviamo alla Pieve del Tho sotto il ponte ferroviario... la mini-Multi è qualche centimetro più alta della 1200, ma anche chi è solo un metro e ottanta come il sottoscritto, non ha problemi a gestirla nelle fermate o nelle inversioni che sono le classiche situazioni dei mototuristi.
A Marradi svoltiamo in direzione Palazzuolo: il Passo del Carnevale regala curve divertenti e varie, ed un asfalto rassicurante. Qui la Multi si dimostra davvero divertente.
In definitiva, la nuova Multistrada 950 è un mezzo davvero ben realizzato.
L'ho però trovata abbastanza diversa, dinamicamente, dalla 1200... scende in piega in maniera meno rotonda, si sentono la maggiore lunghezza e la gommatura più stretta.
Anche l'ergonomia è un po' diversa (una posizione di guida più enduristica, come posizione del manubrio), e l'anteriore è più svelto, nonostante la ruota da 19, ma si mette meno peso sul manubrio.
Le prestazioni sono notevoli, e più che sufficienti per farsi strappare la patente 😁 e per godersela anche nelle salite pur a pieno carico, il motore poi è davvero molto pronto, ma ovviamente non ha poi la 'castagna' di potenza della sorellona :-)
Comfort e protezione sono quelli della 1200 (anche se la sella è più dura) e le vibrazioni ormai sono del tutto assenti, anche togliendo i gommini dalle pedane.
La 950 è davvero indovinata. Se NON avessimo la 1200 sarebbe già nella lista dei desideri... il problema è, appunto, che la 1200 è un po' più ignorante, più coinvolgente, un po' meno silenziosa... più Ducati :-)
Ma sono convinto che la 950 potrà portare tanti motociclisti a salire per la prima volta su una Ducati: è da provare, davvero, perché è una gran moto!
Qualche foto in più e la mappa dell'itinerario in questo Album su FLICKR