venerdì 12 agosto 2016

Io sto con che non ne può più. E le Istituzioni è meglio che ci riflettano su. In fretta

Chiara è una Poliziotta in servizio a Ravenna che si è lasciata andare, ieri, ad uno sfogo su un gruppo di Facebook‪. Trovandosi fuori servizio, a parcheggiare la propria auto in una Piazza ormai da anni in mano ai questuanti di colore che ti chiedono insistentemente qualche spicciolo (o l biglietto ancora non scaduto da rivendere), ha raccontato l'atteggiamento arrogante di questi 'parcheggiatori' che sanno di essere in pratica intoccabili, e si è lasciata andare a qualche commento un po' sopra alle righe. 
Ok, un pubblico ufficiale, un rappresentante della Stato deve sempre riuscire ad essere freddo e non lasciarsi andare ad insulti o ad esternare commenti violenti e non meditati ma...
... #‎iostoconchiara‬ lo stesso, perchè se ha sbagliato il metodo (e l'ha sbagliato, non c'è dubbio), nel merito del problema è sul pezzo.
Sì, perchè non è possibile tollerare che, in Italia, ci siano persone (non mi interessa la razza, il colore e/o la provenienza) che possano permettersi di essere impunibili "tanto che mi fate?"...e le Istituzioni, se non vogliono alimentare solo populismo, razzismo e fascismo, è ora che inizino a prendere coscienza del problema.
Servono nuove leggi, che poi vengano fatte rispettare con fermezza.
Fai il mendicante molesto? Spacci? Rubi? Ci vuole una legge che preveda un processo per direttissima e l'immediato rimpatrio forzato (con perdita perpetua dell'eventuale diritto d'asilo) e senza sospensiva in attesa di eventuali ricorsi.
Questo sarebbe uno strumento efficace.
Ne va della dignità e della qualità della vita non solo dei cittadini italiani onesti, ma anche di quei tanti immigrati che ogni giorni lavorano e si danno da fare per integrarsi.

domenica 7 agosto 2016

Un itinerario originale...

L'itinerario
Il problema degli appassionati di moto è che, dopo un po' di anni, le solite strade vicino a casa ti vengono un po' a noia, e non sempre hai almeno due giorni a disposizione per muoverti.
I nostri appennini, infatti, hanno strade meravigliose, ma sempre i 'soliti' Muraglione, Mandrioli, Calla e Colla, dopo un po' rischiano di annoiare, visto che al sottoscritto non interessa il 'tempo sul giro' (che tra l'altro è anche una ricerca un po' pericolosa, su strada).
Parco dei Gessi Bolognesi
Sfogliare l'atlante con l'occhio in modalità Pirsing: "le strade migliori non collegano mai niente con nient'altro e c'è sempre un'altra strada che ti ci porta più in fretta..." e cercando quelle più storte :-)
Complice una lunga giornata d'estate, quindi, domenica 7 agosto partiamo abbastanza presto da Ravenna e, rigorosamente senza fretta, per strada statale, godendoci i panorami della campagna al fresco della mattina, attraversiamo la Via Emilia alla periferia di Ozzano Emilia (a Fondo Laghetta) e ci inoltriamo nelle prime colline del Parco dei Gessi Bolognesi, che regalano già una splendida vista sulla pianura appena lasciata.
Monte delle Formiche
Stradine strette, tortuose e senza traffico: una pace ed una tranquillità impensabili, considerando che si è a dieci minuti da Bologna.
Tolara, sosta caffè a Mercatale e poi, dopo Cà di Bazzone svoltiamo per la strada del Monte delle Formiche, che ha dei tornanti inaspettati, a queste quote ridotte ;-)
Parco eolico di Monterenzio
Passiamo Casella di Castelnuovo e Bisano e, in direzione Sassonero e Sassoleone, siamo a fianco del crinale dove sono presenti le numerose pale eoliche che sono ormai parte integrante del panorama che si vede dalla Raticosa. Quando notiamo un'indicazione per il "Parco Eolico di Monterenzio" svoltiamo, nonostante la strada sia sterrata e l'acciottolato abbastanza malmesso... ma una foto della Multistrada sotto questi silenziosi e bianchi giganti andava scattata ;-)
Villa di Sassonero, Sassoleone, Giugnola, Piancaldoli... siamo ormai in direzione Raticosa, ma svoltando per Caburraccia e Peglio, poi Poggio Tignoso e Pietramala, spuntiamo già a sud di questo passo, e ci dirigiamo direttamente al Passo della Futa.
Scarperia... non solo autodromo!
Dopo la Futa (nessuna foto, perchè il cartello del Passo era 'occupato' da altri motociclisti già in posa) passiamo da Panna (lo stabilimento della nota acqua minerale) e Galliano, per raggiungere Scarperia. Qui il rombo dei motori, al vicino autodromo, suona come una musica di accompagnamento, il castello (molto bello e ben tenuto) sembra non accigliarsene, però: quel tracciato porta sviluppo, lavoro e ricchezza al territorio, ben vengano quelle note da scarico aperto, quindi!
Noi svoltiamo per i Passo del Giogo, ci godiamo quelle curve cercando il ritmo, non l'adrenalina della velocità fuorilegge, e lasciamo passare senza problema qualche intutato ben più veloce... tanto un panino, là in cima, rimarrà anche per noi.
Sosta al Passo del Giogo
Nonostante sia il 7 agosto, sul Giogo c'è un vento freddo mica male... ma un quartino di Chianti, una bella schiacciata con prosciutto e formaggio, ed un bel dolcetto a 'fine pasto', rendono la sosta all'aperto comunque piacevole.
Ma ripartiamo abbastanza presto proprio a causa del vento... 
A Rifredo, sempre alla ricerca di strade poco trafficate, svoltiamo a destra per Moscheta, e poi, a sinistra (evitando quindi di entrare in paese) troviamo la solita strada divertente e 'tornantosa' che arriva in cima ad un picco, per poi ridiscendere sempre a tornanti (ma questa volta purtroppo molto malmessi) di nuovo sulla provinciale del Giogo e poi a Firenzuola.
Seguiamo la 'Montanara' fino a Coniale e lì svoltiamo a destra per il Passo del Paretaio... altra strada poco conosciuta ma molto bella (come panorami) e divertente (come curve & tornanti).
Casola Valsenio:
foto ricordo con Alfredo Oriani
A Palazzuolo sul Senio c'è troppa folla, un mercatino ci impedisce di raggiungere la strada del Passo del Carnevale (ad una prima indicazione di deviazione non se ne vedevano altra... bah...) e quindi siamo scesi fino a Casola Valsenio, per dirigersi verso Zattaglia.
Da lì ci è venuto in mente che non eravamo mai saliti a Monte Mauro, quindi... affrontiamo con circospezione anche gli ultimi chilometri di strada bianca e molto ghiaiata, non ci facciamo spaventare dai quattro fnatici che nel cortile dell'eremo biascicano a ripetizione la stessa preghiera e, dopo aver parcheggiato la Multi, saliamo a piedi per giungere, in cinque minuti, alla cima.
Davvero bello. Ed è incredibile che ci sia salito per la prima volta a 52 anni :-(
Salita a Monte Mauro
La cima è un piccolissimo spiazzo di pochi metri quadrati che consente una vista a 360 gradi su tutta la Romagna... vedì laggiù la pianura e la linea del mare, i calanchi della vena del gesso, i campi coltivati e le incisioni dei torrenti, le cime dell'appennino toscoromagnolo... wow.
Vista a 360° dalla cima
di Monte Mauro
Scendiamo con calma e la dovuta attenzione ad una moto che ha l'anteriore del 17 e le gomme stradali. La Multistrada è incredibilmente a suo agio anche in questo: il motore, in mappatura Enduro è assolutamente trattabile, i freni non si fanno spaventare sa sabbia e sassi. La moto è leggera e maneggevole, nonostante a bordo siamo in due... Ducati ha fatto un lavoro egregio con questa DVT!
Raggiungiamo Brisighella pulendo le gomme tra i tornanti del Monticino, poi cominciamo a scendere verso casa... un po' meno di 350 chilometri, ma spesso su stradine non proprio liscie e perfette... ma una giornata davvero gustosa. Siamo riusciti a vedere qualche cosa di nuovo, e questo è stato molto piacevole, merito anche del GPS, perchè trovare 'a naso' quelle che volevi percorrere dopo averle viste sull'atlante sarebbe stato davvero difficoltoso.
Qualche altra foto nell'apposito album pubblicato su FLICKR
Alla prossima ;-)

martedì 19 luglio 2016

Unione Europea: porte chiuse alla Turchia antidemocratica di Erdogan!


Il 27 febbraio 1933 ci fu l'incendio del Palazzo del Reichstag, sede del Parlamento tedesco. 
Göring dichiarò immediatamente che il fuoco dovesse esser stato appiccato dai comunisti e fece arrestare i capi di quel partito (probabilmente furono i nazisti stessi ad organizzare quell'azione, servendosi di uno squilibrato che si professava comunista). Da quel momento i nazisti, con la scusa della sicurezza, hanno avuto mano libera nello svuotare le istituzioni democratiche e prendere tutto il potere: perseguitando, incarcerando e uccidendo tutti coloro che non si sottomettevano. 
Conoscere la storia è fondamentale per comprendere il presente... ma, come insegna Erdogan, anche per prendere qualche spunto utile per la propria carriera politica ed il destino del proprio paese. 
Credo che l'Europa, a questo punto, non possa proprio più aprire le proprie porte alla Turchia.
Quel Paese, ormai, ha intrapreso la strada che lo sta portando ad essere uno stato totalitario e clericale, nel quale le libertà individuali e di espressione non solo non sono garantite, ma sono limitate o bandite.

venerdì 15 luglio 2016

Liberté, Egalité, Fraternité

Il terrorista di Nizza ha noleggiato un camion e ha schiacciato la folla. Non era noto come un estremista integralista, e probabilmente non lo era. Era solo un piccolo criminale senza futuro, un disadattato, magari un tossico o uno spacciatore. Uno che, fino all'altro giorno, in barba al Corano si drogava, rubava o si ubriacava.
L'Isis ha semplicemente dato un motivo per morire a molti di questi disadattati cerebrolesi, persone che non sono riuscite a costruirsi un futuro normale nelle società in cui vivono, e quindi odiano tutti gli altri (buona partire dai suoi miliziani sanguinari è di questa razza, solo una parte è integralista bigotta e convinta). Ecco che si trasformano in 'lupi solitari', ovvero dei kamikaze che aspirano, nel loro suicidio, a dare un senso alle loro vuote esistenze falciando decine di persone più fortunate nella vita...
Sarà una lotta dura, con questo terrorismo strano, violento e disperato.
Credo, innanzitutto, che l'Occidente debba togliere qualsiasi spazio fisico al Califfato ed alla sua strategia di comunicazione. I tagliagole dell'Isis vanno spazzati via ed eliminati senza pietà. Ma occorre poi imporre in quegli stati dei governi forti, anche a costo di lasciar correre un po' sugli ideali occidentali di libertà e democrazia, che in quei territori, fra tribù e fedi diverse, non funzionerebbero.
E poi è necessario che l'Occidente investa decisamente in progetti di sviluppo economico, perchè se c'è un futuro, se c'è un lavoro, se i disperati si riducono di numero, inevitabilmente calano anche gli aspiranti al martirio.
Infine il nostro Occidente: anzichè blaterare contro le moschee (luoghi di culto in tutto simili ai templi dei Testimoni di Geova o alle chiese cattoliche) è necessario affermare con forza l'inevitabilità della LAICITA' dello Stato. Tutti i Cittadini devono sottostare a regole laiche. Chi non se la sente, chi vuole affermare la superiorità del suo credo imponendolo agli altri, deve essere semplicemente trattato da fuorilegge. Punto.
Dovremo imparare a convivere per molto tempo con il terrorismo di matrice islamica (anche se spesso, come detto, è più un pretesto per morire vendicandosi della felicità altrui), ma per combatterlo occorre una strategia seria, corretta e di lungo respiro: gli strali ed i populismi beceri dei politici-sciacalli, sono solo, a mio parere, controproducenti :-(

sabato 18 giugno 2016

Alpen Bar 2.0

Ebbene sì, dopo la lunga chiusura invernale ed i lavori che si sono protratti per tutta la primavera, ha riaperto l'Alpen Bar, sulla statale del Passo della Calla all'altezza di Campigna.
E' uno di quei posticini che andrebbero tutelati come un Monumento: seduti all'aperto, all'ombra degli abeti secolari, ci si rilassa chiacchierando tra vicini di tavolo... fungaioli, amanti del trekking, ciclisti e, naturalmente, tanti motociclisti.
La strada è una delle più belle del mondo... sia per i panorami offerti (soprattutto dal versante romagnolo) sia delle curve perfette (splendido salire da Stia alla Calla)!
Christian, all'Alpen Bar, offre ottimi prodotti (panini, piadine, affettati, formaggi) ma anche meravivgliose tagliatelle con i funghi e le ciambelle della nonna... naturalmente fatte in casa... che poi il piatto e le posate siano in plastica è solo un dettaglio, visto che si tratta sempre di un semplice ed informale chioschetto.
Con i lavori di questo inverno è stato ricavato uno spazio interno per ospitare qualche tavolo... in questo modo anche in caso di freddo o di pioggia (e in inverno anche di neve... visto che ora l'Alpen Bar sarà aperto tutto l'anno) ci si possa riparare e godere di questa sosta!
Quindi, un consiglio: se passate da queste parti NON tirate dritto ;-)

lunedì 30 maggio 2016

Route des Grandes Alpes e Giro d'Italia 2016

Le FOTO sono nell'album su FLICKR
24 maggio 2016: partiti con l'idea di percorrere la Route de Napoleon, ci siamo accorti già dopo a Mentone che lo sciopero delle raffinerie francesi avrebbe dato parecchi grattacapi ed ansia per i rifornimenti, visto che quasi tutti i distributori incontrati erano senza carburante.
E allora abbiamo deciso di ripercorrere alcuni dei Passi più belli della Route des Grandes Alpes, in modo da essere vicini al confine italiano.
E poi, visto che in quei giorni il Giro d'Italia passava proprio da quei Passi, ci siamo regalati una giornata da appassionati di ciclismo, ad attendere gli atleti quasi alla sommità del mitico Colle dell'Agnello.
La Multistrada si dimostra perfetta per viaggiare in due, ma anche adatta ad affrontare ogni tipo di curva e situazione anche su passaggi molto impervi e difficili. Davvero una Moto con una personalità ...multipla ;-)
Abbiamo percorso anche alcuni passi nuovi (Bocco, Des Champs, Allos, Maddalena) che si aggiungono alla Collezione ;-)
Su FLICKR, ho pubblicato un album con un po' (ehm... 170 a dir la verità...) di foto, qui: https://www.flickr.com/photos/111231695@N04/albums/72157669061156255
Queste le mappe del giro:




Ah... con il Passo del Bocco, il Col des Champs, il Col d'Allos ed il Colle della Maddalena (che non avevo ancora percorso), la mia 'collezione' è giunta al traguardo dei 400 PASSI SOTTO LE RUOTE. Mi permetto un brindisi ed un autocomplimento :-)
Raggiunto il 400° passo della Collezione! Che bello andare in moto ;-)