mercoledì 14 settembre 2016

Caro luigino...

Caro luigino (di maio, quello che era convinto di essere adatto a diventare premier): lasciamo perdere il 4 in geografia (per aver confuso il Cile con il Venezuela). Parliamo di cose serie: davvero l'attuale Vicepresidente della Camera e componente del Direttorio 5 Stelle ha paragonato Renzi a Pinochet?
Beh, allora in storia ti becchi un 3, perchè "...il Rapporto Rettig e altre documenti, redatti dopo la dittatura, si occuparono del conteggio delle vittime dei militari e contarono ufficialmente 3508 morti (2.298 assassinati o giustiziati, 1.210 sparizioni forzate, desaparecidos anche nei voli della morte) e 28.259 vittime di tortura, di persecuzione, esilio forzato o prigionieri politici, per un totale di circa 31.000-32.000 persone vittime a vario titolo del regime...". 
Dittatura, omicidi, sparizioni ed incarcerazioni senza processo di decine di migliaia di avversari politici, studenti, insegnanti universitari, giornalisti. Questo è stato il regime di Pinochet in Cile. Quindi: 3 in storia, e vai a casa a studiare..
Ma se davvero volevi invece fare seriamente quel paragone, allora caro il mio luigino, allora è più grave. Perchè significherebbe che sei solo un povero cazzaro, un cialtrone inaffidabile e pericoloso per la democrazia, un seminatore di odio. Un parolaio inadatto a ricoprire qualsiasi posto di responsabiltà nella Repubblica Italiana.
Scegli tu, luigino...

domenica 4 settembre 2016

Stelvio, Gavia e... anche tre nuovi Passi nella Collezione ;-)

Gli ultimi tornanti dello Stelvio
Le previsioni meteo ci assicurano un altro w-e senza pioggia. In pianura è ancora un caldo davvero antipatico, quindi la scelta di salire allo Stelvio (quest'anno ancora ci manca) e fermarci poi per la notte a Livigno, diventa abbastanza facile. Mettiamo quattro cose nelle valigie della Multistrada e sulle 7 e mezza siamo già in strada. Anche se è già settembre l'Autostrada del Brennero è davvero intasata. Ringraziamo l'ingombro laterale ridotto delle valigie della Ducati, e con attenzione (e a velocità ridotta) passiamo anche tra le file ferme, evitando la corsia di emergenza (che proprio non mi piace).
Umbrail
Anche la statale per Merano è bella 'murata', ma con fatica, finalmente, imbocchiamo la statale 38 e... ...l'animo è già sollevato, mentre per sollevarci davvero di altitudine cominciamo ad affrontare, uno dopo l'altro, i 48 tornanti che ci portano fino ai 2758 metri dello Stelvio.
Arriviamo in vetta a ora di pranzo. E, ovviamente, ci regaliamo uno dei 'mitici' panini con salsiccia-di-cervo-crauti-cipolla-e-senape che rendono indimenticabile l'arrivo qui a Cima Coppi :-)
Dopo aver smaltito qualche caloria con una passeggiata (in fondo lo Stelvio, col bel tempo, non è solo un motoraduno permanente, ma offre paesaggi davvero magici) scendiamo in Svizzera affrontando l'ormai facile UmbrailPass, da anno scorso purtroppo completamente asfaltato. Poi, a S.Maria in Val Mustair, svoltiamo a sinistra per affrontare lo splendido Fuorn (paesaggi davvero belli, ma anche un tracciato divertente) e infine dirigendoci al Passo Bernina, con le sue viste magiche sui ghiacciai ed un tracciato splendido in discesa.
Aperitivo a Livigno!
La Forcola ci porta a Livigno, dove troviamo una stanza nell'ottimo (e già conosciuto) Hotel La Baita.
Il 3 settembre è il nostro anniversario di matrimonio, e abbiamo quindi deciso di goderci un po' Livigno: un po' di shopping, un aperitivo ed una cenetta a lume di candela.
Domenica 4 settembre... quando andiamo a caricare i bagagli sulla Multistrada, ad ora di colazione, il termometro segna 8 gradi.
Ovviamente sotto il giubbotto traforato mettiamo l'antivento... ed anche una magliettina termica non sarebbe male... ma la colazione è ipercalorica, e poi ci riscalda anche il pieno... all'orlo, con il prezzo della benzina a 0,93 Euro al litro :-)
Con calma, quindi, ci godiamo il Foscagno, poi scendiamo a Bormio, a Santa Caterina Valfurva e saliamo su un altro Passo che amiamo incondizionatamente: il Gavia.
Scendendo dal Gavia
E proprio perchè lo amiamo incondizionatamente, troviamo indecente e vergognoso che l'asfalto di uno dei Passi più belli e famosi delle Alpi, mèta di mototuristi e ciclisti di tutto il mondo, sia ridotto in questo stato! E' davvero una vergogna (nonchè pericoloso, soprattutto per le due ruote a pedali).
In cima, però passa tutto: il cappuccino bollente ci rimette in sesto, mentre i panorami sono un toccasana per l'anima.
Scendiamo, facendo un po' di attenzione soprattutto a causa delle tante moto che risalgono il versante di Ponte di Legno. Due moto non hanno problemi a passare affiancate neppure nello stretto Gavia, ma le protezioni sono zero, e bisogna sempre stare concentrati. I panorami, però, in questa discesa, sono grandiosi!
Andiamo a sgranchire i pistoni sul Tonale: l'asfalto qui è per buona parte nuovissimo, e qualche smanettone... un po' esagera.
Brutture del Tonale
Il Tonale è un bel tracciato: peccato che gli uomini ne abbiano rovinato in maniera indelebile la bellezza, costruendo orrendi palazzoni proprio là in cima :-(
Scesi dal Tonale ci dirigiamo verso Madonna di Campiglio: il Passo di Campo Carlo Magno è davvero godibile, poi scatta la caccia a qualche passo che ancora manca alla Collezione: il primo è il Passo Durone.
Si tratta di un passo secondario, non certamente difficile, ma bellino, perchè in mezzo al verde. Ci saremmo anche fermati per pranzare nell'unico bar-ristorante in cima al passo (in effetti ci siamo fermati, ma dopo un quarto d'ora che, nonostante lo avessimo chiesto, nessuno ci abbia badato, neppure per chiederci cosa volevamo da bere, e con un locale non certamente pienissimo, ci siamo alzati e ce ne siamo andati) ma evidentemente le nostre facce di motociclisti non gli andavano a genio, e hanno fatto finta di non vederci. Vabbeh, pietra sopra a quel locale.
Passo S. Barbara
Non molti chilometri dopo siamo al Passo del Ballino e poi ecco una bella discesa su Riva del Garda, con viste meravigliose sul lago e su Arco! Risaliamo per raggiungere il terzo passo mancante della Collezione: il Passo di Santa Barbara, con una bella ed impegnativa salita nel bosco e poi immersi in prati verdissimi.
Pochi metri dopo il passo, sulla sinistra, ecco la stradella (stretta, molto stretta) in mezzo al bosco che ci conduce ai pratoni del Passo Bordala.
E' ormai pomeriggio inoltrato: scendiamo in ripidi e ben guidabili tornanti su Nogaredo ed è già autostrada... ci aspettano i 34 gradi toccati tra Modena e Bologna... per fortuna a Ravenna si respira un po' meglio, ma non certamente come stamattina a Livigno.
Andare per monti con la Multistrada è un'attività davvero emozionante e divertente. Non vedo l'ora di tornare 'su' ;-)
In quest'album di FLICKR (il portale di condivisione delle immagini messo a disposizione da Yahoo) qualche FOTO e le mappe dell'itinerario
Un lampeggio!  

mercoledì 31 agosto 2016

Il problema non sono gli autovelox, ma le regole assurde

Leggo sul Carlino di oggi le considerazioni dell'ex assessore provinciale Valgimigli che ha evidentemente il problema, comune a molti politici tutta-teoria e molto di sinistra, di non essere in empatia con la persone normali. 
La strada San Vitale
Valgimigli difende gli autovelox come strumenti a favore della sicurezza stradale. Nessuno lo mette in dubbio: ma sono le regole ad essere messe in discussione. 
Chi si trova di fronte ad una strada statale San Vitale vuota, larga e dritta, si chiede certamente per quale motivo proprio l'Assessore Valgimigli l'abbia voluta tutta con limite ai 70 all'ora.
Chi va o torna da Marina di Ravenna, e si trova davanti un camper o un turista a 60 all'ora, si chiede certamente perchè la Provincia di Ravenna abbia messo il divieto di sorpasso continuo per tutti quei chilometri di strada dritta
Sono le regole e le imposizioni, che sono sbagliate, non gli strumenti di controllo.
Lo scorso fine settimana mi sono regalato un w-e in Austria: lì la Polizei è molto severa, ma tutti quei limiti e divieti assurdi ed incomprensibili non ci sono, segno che le Istituzioni ed i Politici sono credibili, e non hanno bisogno di 'grida manzoniane'.
E ricordo a Valgimigli, inoltre, che in questi ultimi tempi in Romagna ci sono stati purtroppo molti incidenti, anche mortali: tutti dovuti a comportamenti (svolte non segnalate, precedenze non date, inversioni) e nessuno di questi comportamenti si controlla con l'autovelox. E' necessaria, invece, la presenza delle Forze dell'Ordine sulle strade, a verificare che si usino le frecce, che si diano le precedenze, che non si sorpassi chi si ferma davanti agli attraversamenti pedonali.
E le regole devono essere comprensibili e rispettabili, perchè con la mentalità dei Valgimigli, al contrario, i politici ed i pubblici amministratori continueranno a creare, culturalmente irresponsabili, degli ottimi alibi per chi le regole non le rispetta. Mai.

domenica 28 agosto 2016

Grossglockner 2016

Lo so: 25 Euro per entrare all'Alpenstrasse sono tanti. E so anche che ci sono tantissime strade gratuite e belle. Magari anche meno trafficate.
Però la Grossglockner Hochalpenstrasse, per me, è una sorta di parco-giochi per Motociclisti. Asfalto perfetto, percorso e tornanti creati apposta per erogare divertimento, per lasciarti cullare nel ritmo delle curve. E poi, in montagna, non è facile trovare una strada che ti consenta di sorpassare spesso e con sicurezza i mezzi più lenti.
I panorami offerti da questo lembo incantato di Alpi sono davvero splendidi: certo, al disgelo è ancora più bello, quando le montagne sono ammantate di bianco, mentre a fine agosto si scorge la pena dei ghiacciai in sofferenza da riscaldamento globale, e la troppo numerosa presenza umana (fatta di camperisti, automobilisti, motociclisti e ciclisti) rende davvero poco avventuroso essere qua (manco ci sono le cascate di ghiaccio ai bordi delle gallerie!)... ma non c'è nulla da fare: una volta all'anno sentiamo il bisogno di portare quassù la nostra moto.
Foto-ricordo con Frau Gertrude
Quest'anno era la prima volta per la Multistrada, la nostra terza Ducati. La Ducati più potente, comoda, facile, divertente, sicura che abbiamo mai avuto. Una grande moto, davvero: coinvolgente, bella, gustosa. Un bel giocattolone, adattissimo a godersi, appunto, quel parco-giochi per Motociclisti che è il Grossglockner.
E poi c'è il contorno. Il piacere di andare a trovare Frau Gertrude, che continua a gestire quella piccola bomboniera che è la sua Haus Kahn, con grazia e gentilezza davvero rare, che continua a farti delle colazioni indimenticabili, e che ti offre persino i sacchetti richiudibili per farti i panini per pranzo. Frau Gertrude è come la Panda: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla ;-)
Il rientro ci offre poi occasioni di inventare itinerari ogni volta diversi. Anche quest'anno ne abbiamo approfittato per fermarci a Malga Fratte per comprare il burro ed il formaggio, ed abbiamo triangolato Dollach - Vezzana - Ravenna affontando alcune strade davvero belle (il Furcia, il Pordoi, il Manghen, la strada del Menador).
Insomma: anche la pratica Grossglockner 2016 è stata evasa. Appuntamento 2017, quindi ;-)
PICCOLO ALBUM FOTOGRAFIO (60 immagini) con le mappe dell'itinerario è pubblicato QUI su Flickr il sito di condivisione delle immagini di Yahoo.
Info: il sito web della Frühstückspension Haus Kahn di Frau Getrude è www.pension-kahn.at. Lei parla italiano, quindi è possibile contattarla anche telefonicamente per conoscere le disponibilità (le stanze sono davvero poche) ed eventualmente prenotare una stanza.
Un lampeggio!

venerdì 12 agosto 2016

Io sto con che non ne può più. E le Istituzioni è meglio che ci riflettano su. In fretta

Chiara è una Poliziotta in servizio a Ravenna che si è lasciata andare, ieri, ad uno sfogo su un gruppo di Facebook‪. Trovandosi fuori servizio, a parcheggiare la propria auto in una Piazza ormai da anni in mano ai questuanti di colore che ti chiedono insistentemente qualche spicciolo (o l biglietto ancora non scaduto da rivendere), ha raccontato l'atteggiamento arrogante di questi 'parcheggiatori' che sanno di essere in pratica intoccabili, e si è lasciata andare a qualche commento un po' sopra alle righe. 
Ok, un pubblico ufficiale, un rappresentante della Stato deve sempre riuscire ad essere freddo e non lasciarsi andare ad insulti o ad esternare commenti violenti e non meditati ma...
... #‎iostoconchiara‬ lo stesso, perchè se ha sbagliato il metodo (e l'ha sbagliato, non c'è dubbio), nel merito del problema è sul pezzo.
Sì, perchè non è possibile tollerare che, in Italia, ci siano persone (non mi interessa la razza, il colore e/o la provenienza) che possano permettersi di essere impunibili "tanto che mi fate?"...e le Istituzioni, se non vogliono alimentare solo populismo, razzismo e fascismo, è ora che inizino a prendere coscienza del problema.
Servono nuove leggi, che poi vengano fatte rispettare con fermezza.
Fai il mendicante molesto? Spacci? Rubi? Ci vuole una legge che preveda un processo per direttissima e l'immediato rimpatrio forzato (con perdita perpetua dell'eventuale diritto d'asilo) e senza sospensiva in attesa di eventuali ricorsi.
Questo sarebbe uno strumento efficace.
Ne va della dignità e della qualità della vita non solo dei cittadini italiani onesti, ma anche di quei tanti immigrati che ogni giorni lavorano e si danno da fare per integrarsi.

domenica 7 agosto 2016

Un itinerario originale...

L'itinerario
Il problema degli appassionati di moto è che, dopo un po' di anni, le solite strade vicino a casa ti vengono un po' a noia, e non sempre hai almeno due giorni a disposizione per muoverti.
I nostri appennini, infatti, hanno strade meravigliose, ma sempre i 'soliti' Muraglione, Mandrioli, Calla e Colla, dopo un po' rischiano di annoiare, visto che al sottoscritto non interessa il 'tempo sul giro' (che tra l'altro è anche una ricerca un po' pericolosa, su strada).
Parco dei Gessi Bolognesi
Sfogliare l'atlante con l'occhio in modalità Pirsing: "le strade migliori non collegano mai niente con nient'altro e c'è sempre un'altra strada che ti ci porta più in fretta..." e cercando quelle più storte :-)
Complice una lunga giornata d'estate, quindi, domenica 7 agosto partiamo abbastanza presto da Ravenna e, rigorosamente senza fretta, per strada statale, godendoci i panorami della campagna al fresco della mattina, attraversiamo la Via Emilia alla periferia di Ozzano Emilia (a Fondo Laghetta) e ci inoltriamo nelle prime colline del Parco dei Gessi Bolognesi, che regalano già una splendida vista sulla pianura appena lasciata.
Monte delle Formiche
Stradine strette, tortuose e senza traffico: una pace ed una tranquillità impensabili, considerando che si è a dieci minuti da Bologna.
Tolara, sosta caffè a Mercatale e poi, dopo Cà di Bazzone svoltiamo per la strada del Monte delle Formiche, che ha dei tornanti inaspettati, a queste quote ridotte ;-)
Parco eolico di Monterenzio
Passiamo Casella di Castelnuovo e Bisano e, in direzione Sassonero e Sassoleone, siamo a fianco del crinale dove sono presenti le numerose pale eoliche che sono ormai parte integrante del panorama che si vede dalla Raticosa. Quando notiamo un'indicazione per il "Parco Eolico di Monterenzio" svoltiamo, nonostante la strada sia sterrata e l'acciottolato abbastanza malmesso... ma una foto della Multistrada sotto questi silenziosi e bianchi giganti andava scattata ;-)
Villa di Sassonero, Sassoleone, Giugnola, Piancaldoli... siamo ormai in direzione Raticosa, ma svoltando per Caburraccia e Peglio, poi Poggio Tignoso e Pietramala, spuntiamo già a sud di questo passo, e ci dirigiamo direttamente al Passo della Futa.
Scarperia... non solo autodromo!
Dopo la Futa (nessuna foto, perchè il cartello del Passo era 'occupato' da altri motociclisti già in posa) passiamo da Panna (lo stabilimento della nota acqua minerale) e Galliano, per raggiungere Scarperia. Qui il rombo dei motori, al vicino autodromo, suona come una musica di accompagnamento, il castello (molto bello e ben tenuto) sembra non accigliarsene, però: quel tracciato porta sviluppo, lavoro e ricchezza al territorio, ben vengano quelle note da scarico aperto, quindi!
Noi svoltiamo per i Passo del Giogo, ci godiamo quelle curve cercando il ritmo, non l'adrenalina della velocità fuorilegge, e lasciamo passare senza problema qualche intutato ben più veloce... tanto un panino, là in cima, rimarrà anche per noi.
Sosta al Passo del Giogo
Nonostante sia il 7 agosto, sul Giogo c'è un vento freddo mica male... ma un quartino di Chianti, una bella schiacciata con prosciutto e formaggio, ed un bel dolcetto a 'fine pasto', rendono la sosta all'aperto comunque piacevole.
Ma ripartiamo abbastanza presto proprio a causa del vento... 
A Rifredo, sempre alla ricerca di strade poco trafficate, svoltiamo a destra per Moscheta, e poi, a sinistra (evitando quindi di entrare in paese) troviamo la solita strada divertente e 'tornantosa' che arriva in cima ad un picco, per poi ridiscendere sempre a tornanti (ma questa volta purtroppo molto malmessi) di nuovo sulla provinciale del Giogo e poi a Firenzuola.
Seguiamo la 'Montanara' fino a Coniale e lì svoltiamo a destra per il Passo del Paretaio... altra strada poco conosciuta ma molto bella (come panorami) e divertente (come curve & tornanti).
Casola Valsenio:
foto ricordo con Alfredo Oriani
A Palazzuolo sul Senio c'è troppa folla, un mercatino ci impedisce di raggiungere la strada del Passo del Carnevale (ad una prima indicazione di deviazione non se ne vedevano altra... bah...) e quindi siamo scesi fino a Casola Valsenio, per dirigersi verso Zattaglia.
Da lì ci è venuto in mente che non eravamo mai saliti a Monte Mauro, quindi... affrontiamo con circospezione anche gli ultimi chilometri di strada bianca e molto ghiaiata, non ci facciamo spaventare dai quattro fnatici che nel cortile dell'eremo biascicano a ripetizione la stessa preghiera e, dopo aver parcheggiato la Multi, saliamo a piedi per giungere, in cinque minuti, alla cima.
Davvero bello. Ed è incredibile che ci sia salito per la prima volta a 52 anni :-(
Salita a Monte Mauro
La cima è un piccolissimo spiazzo di pochi metri quadrati che consente una vista a 360 gradi su tutta la Romagna... vedì laggiù la pianura e la linea del mare, i calanchi della vena del gesso, i campi coltivati e le incisioni dei torrenti, le cime dell'appennino toscoromagnolo... wow.
Vista a 360° dalla cima
di Monte Mauro
Scendiamo con calma e la dovuta attenzione ad una moto che ha l'anteriore del 17 e le gomme stradali. La Multistrada è incredibilmente a suo agio anche in questo: il motore, in mappatura Enduro è assolutamente trattabile, i freni non si fanno spaventare sa sabbia e sassi. La moto è leggera e maneggevole, nonostante a bordo siamo in due... Ducati ha fatto un lavoro egregio con questa DVT!
Raggiungiamo Brisighella pulendo le gomme tra i tornanti del Monticino, poi cominciamo a scendere verso casa... un po' meno di 350 chilometri, ma spesso su stradine non proprio liscie e perfette... ma una giornata davvero gustosa. Siamo riusciti a vedere qualche cosa di nuovo, e questo è stato molto piacevole, merito anche del GPS, perchè trovare 'a naso' quelle che volevi percorrere dopo averle viste sull'atlante sarebbe stato davvero difficoltoso.
Qualche altra foto nell'apposito album pubblicato su FLICKR
Alla prossima ;-)