domenica 11 giugno 2017

Stelvio, Bernina, Gavia, Crocedomini: il classico itinerario di un piacevole week end alpino

Cles, Val D'ultimo, Stelvio, Umbrail, Fuorn, Bernina e Livigno... poi, la domenica, rientro affrontando Gavia e Crocedomini... un itinerario classico ma sempre molto bello, soprattutto alla fine delle primavera, quando almeno c'è ancora qualche traccia di neve a far spiccare maggiormente le montagne a contrasto del cielo blu ;-)
Livigno è una sosta che apprezzo sempre molto: non solo per la benzina sotto all'euro al litro, ma anche perchè i pizzoccheri sono buonissimi, e alla Bottega della Luna vendono il quasi introvabile Thè Meßmer (e noi abbiamo riempito il bauletto della Multistrada, facendo quindi scorta per tutto l'inverno 2017/2018).





Qualche altra FOTO e la MAPPA dell'itinerario in questo album di FLICKR

domenica 4 giugno 2017

MTB: percorso di Cancellino e anello fino a Seghettina

Il Percorso di Cancellino non è una novità, qui sul Blog. E' considerato un tracciato su una delle strade forestali più belle d'Italia. Inoltre è abbastanza lungo per 'valere' un'escursione di una giornata e lo spostamento in auto, ma non è difficile. Il tracciato è quello dell'antica ferrovia, oggi scomparsa, che portava il legname dalla Foresta della Lama fino appunto a Cancellino, sulla strada del Passo dei Mandrioli. Da qui, i tronchi venivano caricati sui camion e distribuiti alle segherie acquirenti.
Ovviamente, dovendo svolgere questa funzione, il tracciato non poteva essere troppo ripido nè con curve troppo chiuse, pena il fatto che la motrice della piccola ferrovia non avesse dei problemi.
Oggi c'è un bel fondo sterrato, a volte con molta ghiaia, a volte con qualche pozzanghera, ma è una meraviglia.
Da Cancellino (dove c'è abbondante spazio per parcheggiare l'auto) si sale per i primi due o tre chilometri fino al Passo dei Lupatti, poi è pressochè tutta discesa fino alla Lama.
Lungo il percorso ci sono anche delle fonti (la Fonte del Re, la Fonte delle Cavalle, la Fonte di Francesco) ed anche alla casa dei Forestali della Lama è possibile attingere ad acqua freschissima (lasciate perdere, se non siete appassionati di termalismo, l'acqua della sorgente solforosa!!!).
E' anche un percorso molto ombreggiato, il che, unito al fatto di un dislivello relativamente modesto (500 metri), lo rende un itinerario piacevole anche in piena estate, ideale per chi comincia o chi vuole godersi 40 chilometri (20 andata, 20 di ritorno).
Giunti alla Lama (nonostante una scivolata in discesa di Claudia, per fortuna senza grosse conseguenze) abbiamo avuto voglia di pedalare un altro po'. 
Dalla Lama siamo saliti con facilità fino al Poggio della Seghettina (circa 250 metri di dislivello). 
Dal Poggio abbiamo seguito la carraia (discesa molto ripida e fondo in parte con ghiaia un po' smossa) giungendo ad una sbarra e ad un ponte. Abbiamo 'tenuto la destra' e raggiunto uno stretto ponticello di legno nel bosco da dove comincia un sentiero single track in salita (pedalabile in parte se allenati, ma se si ha paura del fogliame e della pendenza... se ne fa una buona parte a piedi).
Abbiamo quindi raggiunto Seghettina di Sotto (con una sola casa ristrutturata e ben tenuta) e, salendo subito a sinistra, Seghettina di Sopra, dove partigiani e prigionieri liberati inglesi si rifugiarono negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale.
Un sentiero con tratti molto ripidi (anche con bici in spalla) ma molto bello, con dei tratti in crinale davvero panoramico ed esposto, ci ha ricondotto, piuttosto stanchi e accaldati, al Poggio della Seghettina, per tornare poi giù alla Lama e sul percorso di Cancellino ;-)
Un bel giro, anche se in parte fatto a piedi, che ci ha dato davvero soddisfazione :-)
L'album, con una decina di foto, è su FLICKR



martedì 23 maggio 2017

1200 chilometri tra Emilia, Liguria e Toscana

Bardi
La prima metà di maggio è stata orrenda: la primavera sembrava non voler arrivare mai. Tra il 16 ed il 19 maggio invece le previsioni meteo garantivano una 'finestra' decente... martedì 16 maggio Claudia ed io abbiamo deciso di partire, affrontando un itinerario che da qualche tempo avevo 'buttato giù' su Map Source, cercando soprattutto strade e passi sconosciuti tra Emilia, Liguria e Toscana.
L'itinerario del primo giorno
Breve trasferimento autostradale fino a Fidenza, poi usciamo per raggiungere Salsomaggiore. Non c'eravamo mai stati, e la sosta-caffè è stata l'occasione per dare un'occhiata. Vebbeh: probabilmente la cittadina ha visto tempi migliori, e come buona parte delle località termali, la crisi e la decadenza (soprattutto delle strutture più grandi e lussuose) è palpabie.
Ripartiamo passando dal Parco naturale dello Stirone e poi, a caccia di stradine secondarie, per il Passo Pellizzone e dirigendoci verso Bardi, dominata dallo splendido castello. Un itinerario tranquillo, senza traffico, che regala scorci notevoli, come nei pressi dell'Oratorio della Madonna di Tione, prima di Bore.
Passo Tomarlo
Al Passo Pellizzone notiamo l'esistenza di un bar-tabacchi, che non è certamente moderno e alla moda, ma che ci permette di sfamarci con due ottimi panini ed un po' di vino spendendo poco.
Passata Bardi torniamo alle stradine secondarie: prima della frazioncina di Masanti di Sotto la strada è circondata da rocce nerissime, mentre prima di raggiungere il Passo Zovallo (con la bellissima strada provinciale della Val di Nure) gi godiamo anche la brevissima deviazione per aggiungere alla collezione il Passo Tomarlo!
Dal Valico del Portello si vede il mare!
Dopo Casaldonato la strada ci regala anche l'avventura di un po' di sterrato (per lavori), mentre il Passo del Mercatello, ahimè, non è neppure degno di un cartello indicatore :-(
Da Brugneto a Salsominore la strada è nuovissima, ma stretta stretta, molto rialzata rispetto ai bordi e in discesa ripidissima! WOW! Molto suggestivo anche le rocce lungo il corso dell'Aveto, che ci portano ad una breve sosta lungo il fiume per scattare qualche foto.
Un caffè all'Osteria Ruffinati e via, di nuovo per stradelle secondarie: notevole la salita oltre Lisore e poi nel bosco fino al Passo Monte Veri (pure questo senza cartello indicatore!!!). Poi affrontiamo il Passo Fregarolo e il Valico del Portello, che regala la prima vista spettacolare sul Mare della Liguria... in questo ultimo tratto non abbiamo incontrato un'auto!!! Il traffico tra Recco e Camogli, seppur moderato a causa dell'ora e del fatto di essere di martedì fuori stagione, ci sembra già poco sopportabile, al confronto.
Serata a Camogli
A Camogli parcheggiamo in centro, di fronte alla stazione dei Carabinieri (non si sa mai) e troviamo un B&B a pochi passi (anche se con qualche scalino). La cena sarà sul porto, al tramonto. Niente male il fritto misto ;-)
Buonanotte!

Mercoledì 17 maggio: facciamo colazione in giardino, tra terrazzamenti e ulivi, poi scendiamo le scalinate che dal B&B ci riportano al piano stradale e ripartiamo. Il gestore ci ha consigliato di salire a San Rocco (fuori stagione ancora si può, in moto) per vedere Camogli dall'Alto. Ottimo consiglio, Roberto, grazie!
Camogli vista da San Rocco
Mentre siamo fermi per scattare una foto da un giardino esce un indigeno che sospira 'Che meraviglia!'
'In effetti, la vista è davvero fantastica' gli rispondo. 
'Sì, alla vista da quassù non ci si fa mai l'abitudine, ma io parlavo della Ducati. Io ho un BMW, ma la Multistrada è davvero bellissima'.
Sono cose che fanno piacere. Viva il Made in italy :-)
Riprendiamo il viaggio dirigendoci verso Rapallo, per poi risalire tra i monti, salendo verso il il Passo della Crocetta. Anche in questo caso, ogni tanto si è indecisi se guidare o guardare (il panorama mozzafiato a bordo strada).
Da Coreglia a Frisolino, e poi lungo la strada provinciale di Montedomenico, guidare è uno spasso, e dopo Trigoso parte la strada che porta al Passo del Bracco!!!
Noi però abbandoniamo l'Aurelia per goderci la Strada Provinciale di Levanto, con il Valico Guaitarola e la Tana del Lupo... e con dei tratti che sembrano davvero precipitare sul mare. bellissima!
L'itinerario del secondo giorno
Scendiamo a Monterosso Mare, ma anche se siamo ancora fuori stagione, le ZTl sono pienamente attive, ed i paesi delle Cinque Terre sono ormai off limits anche alle moto.
Scegliamo di percorrere quindi la strada alta per goderci il panorama, ma poi la troviamo chiusa.
Quando ci fermiamo all'ottimo Ristorante PUIN, a Pignone, ci dicono sconsolati che la strada è chiusa dal 2011 :-(
A questo punto mandiamo a quel paese le Cinque Terre ed impostiamo il navigatore per portarci verso Aulla e Licciana Nardi... giunti in cima al bel passo del Lagastrello svoltiamo a destra per qualche chilometro per salire alla stazione Troposcatter NATO abbandonata di Monte Giogo, che faceva parte della rete di telecomunicazioni NATO denominata "ACE HIGH" e sparse sulle cime dei monti di tutta l'Europa Occidentale (una ogni circa 300 km) ed attive fino alla fine degli anni 80 / inizio 90.
La base del Monte Giogo (1500 mslm - siamo proprio sul confine tra la Toscana e l'Emilia) operava sulla frequenza di 900 Mhz con una potenza di 10 Kw garantendo il collegamento con il sito di Tolfa e con la Francia. La base è estesa per circa 20.000 mq ed è ancora dotata dei quattro parabolidi da 20 metri di diametro (del peso 250 quintali cadauno). Sul retro delle parabole si leggono ancora gli estremi del costruzione e del contratto NATO.
Il Passo della Scalucchia
Riprendiamo la strada in direzione Emilia Romagna, verso l'Alpe Succiso ed il Passo della Scalucchia, davvero bello: la partre emiliana assomiglia quasi al versante sud del Crocedomini... in ogni caso è pura wilderness!!!
Scesi a Collagna, scegliamo di pernottare al Passo del Cerreto.
La cena sarà ottima, ed il silenzio, di notte, assicurato ;-)

Giovedì 18 maggio: lasciamo il Passo del Cerreto e scendiamo verso le Alpi Apuane.
A Fivizzano lasciamo (ovviamente :-) ) la strada principale svoltando per Terenzano, Luscignano e Casola in Lunigiana... siamo in mezzo ai boschi, e anche se l'asfalto non sempre è perfetto, viaggiare è particolarmente rilassante.
Passo del Vestito
Dopo il Passo dei Carpinelli la vista sulle Apuane si fa sempre più esaltante. Raggiungiamo Castelnuovo in Garfagnana e puntiamo decisamente sul versante toscano. La Salita al Passo del Vestito è davvero bella, prima tra i boschi e poi tra le cave di marmo. Dalla cima, la vista sul Tirreno... scendiamo su Massa Marittima godendoci ogni scorcio ed ogni tornante, poi cerchiamo un chiosco per una mega-focaccia sul lungomare di Forte dei Marmi.
Il pomeriggio vogliamo dedicarlo alla visita di Sant'Anna di Stazzema.
L'itinerario del terzo giorno
Qui, nell’agosto del 1944, la ferocia degli occupanti nazifascisti si scatena contro la popolazione di Sant’Anna di Stazzema, nel premeditato e deliberato tentativo di indebolire le formazioni partigiane. Quattro divisioni SS, accompagnate da collaborazionisti italiani, massacrano 560 civili inermi.
Peccato che per arrivarci occorra chiedere: ben pochi sono i cartelli indicatori, e se si segue il navigatore ci si trova a Stazzema, mentre Sant'Anna (nonostante faccia parte di quel Comune) è in un'altra vallata.
Noi chiediamo un paio di volte, anche arrivati per sbaglio fino a Capriglia, dove un anziano, appoggiato al suo bastone, dopo averci raccontato di essere un superstire - miracolato, dice, visto che vi ha perso madre e nonna - ci dà l'indicazione giusta.
Occorre scendere alla rotonda del cimitero di Pietrasanta e solo lì appariranno le indicazioni per Sant'Anna.
Sant'Anna di Stazzema
A mio parere Sant'Anna di Stazzema meriterebbe più rispetto, perchè solo conoscendo e comprendendo ciò che la storia ci insegna, potremo essere cittadini in grado di apprezzare e difendere la nostra libertà e la nostra democrazia.
San Pellegrino in Alpe
Dopo essere saliti, a piedi, al monumento-ossario (tra l'altro posto in una posizione incantevole, che dà senso di grande pace), risaliamo in moto... ci attendono altre curve.
Torniamo verso l'Emilia Romagna questa volta passando dalla Galleria del Cipollaio, rivediamo con piacere Isola Santa (peccato che non ci siano più attività ricettive e di ristorazione attive, in un posto così bello) e poi saliamo a San Pellegrino in Alpe e al Passo delle Radici.
Per la notte scegliamo San Pellegrino in Alpe, e facciamo bene: mai mangiato un cinghiale con la polenta fritta buono come quello del Albergo Alpino :-)

L'itinerario di rientro verso Ravenna
Venerdì 19 maggio: le previsioni promettono la parola fine alla finestra di bel tempo. Infatti il cielo sopra l'Abetone è davvero inquietante.
Scegliamo di evitare un confronto con la sfortuna e, anzichè passare dall'Abetone, facciamo Sestola, Fanano... a Querciola ci fermiamo al punto vendita dell'Azienda Agricola 'La Casaccia': i formaggi sono davvero squisiti!!!
Passiamo il Lago di Suviana, il Passo Zanchetto e Castiglione dei Pepoli... per non farci mancare niente ho trovato una strada mai percorsa prima: Valserena - Castel dell'Alpi - Borelli - Pietramala... beh: se non avete un enduro evitatela... è distrutta: ci sono modi migliori per arrivare al Passo della Raticosa :-)
Poi un panino a Piancaldoli e l'arrivo a casa a metà pomeriggio, prima delle nuvole cariche di pioggia: non ci hanno raggiunto ;-) 

L'ALBUM FOTOGRAFICO (120 scatti) è sulla mia pagina FLICKR ;-)

lunedì 22 maggio 2017

Ciao Nicky

Un prezzo davvero troppo alto, assolutamente inaccettabile, per un momento di disattenzione. Pare assurdo che un allenamento in bici possa uccidere un Campione di MotoGP e Superbike come Nicky Hayden, eppure... Ciao Nicky, riposa in pace :-(

lunedì 8 maggio 2017

In marcia, Europei!

Sui social si leggono commenti che paiono rasoiate, anche se in realtà si tratta di artigli di 'leoni da tastiera', e più sono violenti e brevi, sguaiati e 'tifosi', più mostrano la pochezza culturale e l'incapacità di ragionare e riflettere sulle cose complesse, di chi li scrive.
Eppure i social stanno vincendo. Sempre più persone affidano il proprio futuro scegliendo 'di pancia' in base a poche e frettolose nozioni ed informazioni che girano sul web o sui canali tv di intrattenimento, perchè non hanno voglia o tempo (soprattutto voglia, temo :-( ) per approfondire. 
Ma i Paesi, le Nazioni, non si governano con gli slogan. Ogni scelta (dove investire, dove ridurre o aumentare la pressione fiscale e come utilizzare le risorse a disposizione) di uno Stato, di un Ente Pubblico, di una Istituzione locale, ha immediate e complesse ricadute su ognuno id noi, sul futuro nostro e dei nostri figli e nipoti.
Dopo i risultati elettorali, a mio avviso molto 'di pancia', di statunitensi ed inglesi, i francesi hanno dato una indicazione ben diversa. Nonostante tutto: nonostante i terroristi che cercano di invelenire il clima politico perchè sulla paura ci prosperano, e nonostante i fascisti e gli sfascisti che sui timori di un'invasione, di una colonizzazione straniera, sperano di guadagnare consensi aumentando proprio il senso di paura delle persone.
Ma chi dovremmo consegnare il nostro Paese? Ad un branco di sfascisti che sono solo capaci di parlare alla pancia della gente, alimentando paure e odio come Farage, la Le Pen, Grillo o Salvini? 
Guardiamo un attimo un mappamondo (o se non l'avete più, rimpicciolite per bene Google Earth), e cercate l'Europa e l'Italia: viviamo in staterelli piccolini, che divisi non conterebbero un cazzo (quanto contavano il Granducato di Toscana, il Ducato di Parma e il Regno delle Due Sicilie nei confronti di Austria-Ungheria, Spagna e Francia? E chiediamoci perchè, mentre negli Stati nazionali nascevano aziende forti e grandi, perchè avevano di fronte gli spazi e le economie di scala di mercati 'grandi', da noi le industrie non uscivano dalle dimensioni artigianali a causa dei dazi e delle divisioni in microstaterelli). 
Se non riusciamo ad avere un'Europa finalmente UNITA politicamente, non conteremo più nulla, di fronte alle potenze di dimensioni ben maggiori di noi: la Cina, gli USA e, presto, alla Russia ed i suoi alleati... voler tornare alle proprie frontiere, alla propria moneta e a non voler vedere, per le strade, persone con la pelle di altri colori, è un'assurdità. Significa, appunto, parlare solo alla pancia delle gente (quella meno informata o incapace di pensare e di immaginare un futuro), e cercare voti giocando sulle paure... un po' come una volta i dittatori, che al primo problema di debolezza interna, cercavano una guerra additando un nemico alle masse (masse che, naturalmente, venivano poi 'sfoltite' in battaglia). 
L'EUROPA è l'unica possibilità per avere un futuro da protagonisti, per noi abitanti in questi piccoli staterelli: l'economia è globalizzata, così come la ricerca, l'innovazione, i mercati, le normative... rinchiusi nelle nostre frontiere non sono perderemmo progressivamente competitività, ma saremmo prede facilissime di chiunque abbia un minimo dimensionamento internazionale. Il problema, quindi, non è l'Europa, ma come farla funzionare davvero. Dobbiamo trovare dei rappresentanti, dei politici e delle forze politiche che riescano a garantire uno sviluppo al concetto di UNIONE EUROPEA, non il contrario!

venerdì 21 aprile 2017

Buon 25 Aprile, nonostante l'ANPI!

Ormai l'ANPI è in ostaggio di qualche migliaio di sinistroidi, che l'hanno screditata e non rappresentano che sè stessi. Se qualcuno non lo aveva ancora compreso, dopo l'aberrante comportamento in occasione del referendum del 4 dicembre, la manifestazione del 25 aprile ne è purtroppo la conferma.
I valori della Resistenza sono delle Brigate Giustizia e Libertà, delle Brigate Garibaldi, così come delle formazioni cattoliche, della Brigata Ebraica, degli ufficiali e soldati monarchici che tornarono a rischiare la propria vita per combattere i nazifascisti.
Oggi l'Anpi è gestita in maniera antidemocratica, in spregio al significato stesso di Resistenza e di democrazia. Sono quei piccoli cialtroncelli sinistroidi che l'hanno occupata, ad insultare il significato del 25 aprile. D'altronde non è stato particolarmente difficile: i veri Partigiani rimasti, iscritti all'ANPI, sono meno di 5.000 su poco più di 100.000 iscritti. Nonostante la loro abitudine ad essere minoranza perdente, nel Paese, evidentemente iscrivendo poche migliaia di 'giovani sinistroidi' antioccidentali, anti israeliani e un po' troppo vicini a quelle zucche vuote che stazionano nei centri sociali, i rappresentanti della frammentatissima e litigiosa sinistrella italiana hanno preso possesso di un Marchio (una volta) prestigioso e rispettabile qual'è quello dell'ANPI.
Peccato. A questo punto, l'ANPI non rappresenta più un cazzo.
Ed ha assolutamente ragione la presidente della Comunità Ebraica di Roma Dureghello, che ha preso le distanze dalla manifestazione in cui sfileranno anche i rappresentanti palestinesi (quei palestinesi che erano vicini ad Hitler nel corso della seconda Guerra Mondiale, sperando che finisse per bene il lavoro cominciato con l'Olocausto: «L’Anpi che paragona la Comunità Ebraica di Roma a una comunità straniera è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani. Oggi c’è bisogno di celebrare la giornata del 25 aprile senza faziosità e senza ambiguità. Il 25 aprile torni ad essere festa di chi crede nella Costituzione e nei valori dell’antifascismo»
I valori dell'antifascismo non sono quelli del comunismo. Anzi: la Storia, quella vera, ha dimostrato tra l'altro che si trattava di due dottrine non molto distanti, in quanto a negazione della democrazia e delle libertà individuali.
E il 25 Aprile continua ad avere un grande valore anche senza la sigla dell'ANPI! 
W la Repubblica, W la Democrazia, W la Libertà.